fbpx
La Tosca come fatto storico: Floria Tosca e Angelica Catalani
Publidema è un'agenzia di comunicazione di Reggio Calabria specializzata nell'organizzazione di eventi e nella gestione di immagine. Email segreteria@publidema.com
Tosca, Giacomo Puccini, Summer Arena Soverato, Calabria, Musica Lirica, Paoletta Marrocu, Angelica Catalani, Goethe
1894
post-template-default,single,single-post,postid-1894,single-format-standard,river-core-1.0.4,river-theme-ver-2.1,ajax_updown_fade,page_not_loaded,smooth_scroll,wpb-js-composer js-comp-ver-6.0.3,vc_responsive

Blog

Monastero

La Tosca come fatto storico: Floria Tosca e Angelica Catalani

Mancano pochissimi giorni alla messa in scena de La Tosca al Summer Arena di Soverato, ma ancor prima di giungere sulle poltroncine per goderci lo spettacolo, ci tocca un altro passo indietro nel tempo per indagare sui personaggi iconici dell’opera lirica pucciniana.
Elegante, religiosa e con una voce in grado di far innamorare il suo pubblico, Floria Tosca è la punta di diamante che Sardou cucì sulla pelle della prima interprete Sarah Bernhardt, una delle più grandi attrici teatrali del XIX secolo. A interpretare Tosca il prossimo 14 agosto sarà la talentuosa Paoletta Marrocu, che accompagnerà il suo pubblico in un viaggio emozionale fatto di vibrazioni sonore e alta recitazione, fino a giungere al tragico epilogo.
Floria Tosca, un nome semplice che Sardou studiò ossessivamente per la sua protagonista, passando in rassegna tutti i cognomi e nomi di Venezia dal Doge in poi, nell’opera fu trovata ancora bimba dai monaci benedettini di Verona. Arrivata in convento, le venne insegnato a leggere e pregare, avvicinandosi al mondo della musica grazie all’aiuto dell’organista. In poco tempo divenne una celebrità locale, fino ad arrivare a calcare i palchi più prestigiosi. Floria coltivò rapporti stretti con membri della corte e con la regina stessa. Ella è descritta ancora come donna elegante con un cuore geloso per il suo amante. Molte sono le similitudini che intrecciano la storia di Tosca a quella di un’altra donna, una cantante realmente esistita a cavallo tra ‘700 e ‘800 a Senigallia. Angelica Catalani venne affidata dal padre al convento di Gubbio ancora bambina. Qua si avvicinò al mondo della musica, scoprendo di possedere un talento eccezionale. Fu notata da un impresario in visita a Senigallia, che le fece un’allettante offerta per lasciare il convento e dedicarsi al mondo dell’opera. La giovane iniziò così il suo viaggio, che la portò in breve tempo a ottenere un grande successo. Religiosa, talentuosa e fortemente gelosa, Angelica si avvicina molto alla figura di Floria. Di lei ne scrisse persino Goethe, descrivendo il suo concerto con le seguenti parole “In una stanza o in un salone immenso uno ascolta insaziabile, comprendendo per la prima volta perché ha le orecchie”.

No Comment

1
No Comments

Post a Comment