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La Tosca, amore e morte nell’opera lirica di Giacomo Puccini
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Tosca Soverato

La Tosca, amore e morte nell’opera lirica di Giacomo Puccini

Un dramma che racconta dell’amore e della morte. La Tosca di Giacomo Puccini, opera divisa in tre atti su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, vide il suo debutto nel gennaio del 1900 a Roma.
Il libretto deriva dall’opera omonima di Victorien Sardou, per la quale Puccini rimase profondamente colpito, vedendo dietro quella rappresentazione andata in scena a Milano nel 1889 la sua nuova opera lirica. Sardou in prima battuta negò il permesso a Puccini di riadattare la storia de La Tosca, per poi cedere alle insistenze dell’editore Ricordi e concedere finalmente i diritti dell’opera. Dopo il successo de La Bohème di qualche anno prima, la critica accolse questo nuovo lavoro del compositore con un pizzico di scetticismo, ma il successo degli incassi ribaltò qualsiasi opinione negativa.
Un melodramma con personaggi di forte impatto, questa la richiesta del pubblico saziata da La Tosca. Puccini tagliò la trama da cinque a tre atti, snellendo la storia e incentrandola sul contesto amoroso, rendendo giustizia a una tragedia senza tempo.

La Trama
L’opera è ambientata nel 1800, a ridosso del fallimento della Repubblica Romana. Lo Stato Pontificio, allertato nel catturare i sostenitori della Repubblica, è sulle tracce di Cesare Angelotti, bonapartista fuggito dalla prigione papale e nascosto nella Chiesa di Sant’Andrea. Qui il fuggiasco incontra il suo amico Mario Cavaradossi, pittore e seguace delle stesse idee politiche di Angelotti. Dopo un breve dialogo arriva in scena Tosca, amante di Cavaradossi. I due interrompono bruscamente il discorso per permettere ad Angelotti di nascondersi: la paura di un’imprudenza al confessionale da parte della donna potrebbe risultargli fatale. In seguito anche Scarpia, temuto capitano della polizia, giunge in chiesa assieme ad alcuni agenti e nota indizi inequivocabili del coinvolgimento del pittore nella fuga di Cesare. Sfruttando la gelosia di Tosca, Scarpia convince la donna a indagare per lui, risalendo al luogo in cui è nascosto Angelotti, trovato poi impiccato.

Con una scusa, portata avanti dall’inganno, Scarpia incastra Cavaradossi e lo condanna a morte. Tosca implora il capitano di risparmiarlo, ma l’uomo impietoso le fa credere che la fucilazione sarà una messa in scena e le firma un salvacondotto per scappare con Mario se si fosse concessa a lui seduta stante. Tosca lo convince a firmare per la sua libertà di amare per poi ucciderlo con un coltello. Il giorno dell’esecuzione, Tosca rassicura Mario che non accadrà nulla, ma l’amante morirà sotto i colpi dei fucili e la donna, inseguita dalla polizia e con il cuore spezzato, si getterà dalle mura del castello.
Miriam Caruso

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