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1861- La brutale verità
La sera del 20 agosto 2020, nella splendida cornice del castello Aragonese di Reggio Calabria, la compagnia teatrale CarMA ha portato in scena “1861- La brutale verità”
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1861 la brutale verità

1861- La brutale verità

La sera del 20 agosto 2020, nella splendida cornice del castello Aragonese di Reggio Calabria, la compagnia teatrale CarMA ha portato in scena “1861- La brutale verità”, uno spettacolo emozionante che trascina lo spettatore alla scoperta della storia cancellata, lasciandolo impietrito, ipnotizzato, senza fiato, coinvolgendolo emotivamente, in profondità.

L’opera è una trasposizione scenica dall’omonimo libro di Michele Carilli in cui viene raccontato, per quasi due ore, com’era il Regno delle 2 Sicilie, come si è giunti alla sua fine, attraverso “la divulgazione dei fatti così come accaduti, affinché le radici riemergano dall’oblio dove volutamente sono state collocate”.

In piazza i posti a sedere sono tutti occupati, tanti sono rimasti in piedi, sguardi fissi sul palco: parla la storia. Francesco II di Borbone è un sovrano ingannato dal doppio gioco dei Savoia ed abbandonato dagli altri regni europei; Appoggiati dall’ Inghilterra, che ha i propri interessi economici, i Piemontesi, senza una dovuta dichiarazione di guerra, mettono a ferro e fuoco le ricche e fiorenti terre del Regno delle 2 Sicilie, derubando, uccidendo, e distruggendo ogni cosa. Il pubblico si commuove apprendendo della tragica fine degli abitanti di Pontelandolfo, bruciati vivi all’alba ancora chiusi nelle loro case o davanti al racconto dell’efferato omicidio della piccola Angelina Romano, che viene fucilata a soli 9 anni!
Scena dopo scena la consapevolezza si fa strada nelle menti degli spettatori; avvenimenti rimasti nascosti per troppo tempo vengono alla luce e sono condivisi tra lo stupore generale. La storia si snoda attraverso la musica del repertorio del gruppo etnico <Mattanza> con l’inserimento, dopo la morte di Mimmo Martino (amatissimo leader del gruppo) di due canzoni originali e con l’apporto dei musicisti Mario Lo Cascio, chitarra e percussioni, nei Mattanza fin dal 2009, ed Alessandro Calcaramo, chitarra e bouzouki. Una figura che non esisteva nel progetto originale, è quella della brigantessa interpretata da Marinella Rodà. Tre pertanto sono le persone sulla scena, poi Lorenzo Praticò, attore professionista e regista, che si alterna nella parte del narratore insieme a Gabriele Profazio.
Coinvolgente la rilettura, fornita durante lo spettacolo, di alcuni fenomeni come il Brigantaggio, che nella realtà è stata la legittima reazione di un popolo che doveva difendersi da una conquista ingiusta e crudele; nell’immaginario degli scrittori salariati e nella tradizione comune invece il Brigante è lo stereotipo di un criminale che deve essere schiacciato; altro evento da sottolineare: l’emigrazione! Per i più fortunati c’è la possibilità di prendere una nave ed emigrare, o meglio, fuggire.

In sostanza la rappresentazione, come sottolinea il regista Michele Carilli, “riproduce la voglia di riscatto attraverso la divulgazione dei fatti storici e indica come bisognerebbe partire da posizioni ben chiare da ambo i lati. Solo così potrebbe esserci quella unità che fino ad oggi non c’è stata.” La speranza, conclude Carilli, è quella di infondere in tutti, ed in particolar modo nei giovani, l’orgoglio di essere italiani del Meridione, la fierezza di essere appartenuti al Regno delle due Sicilie e la voglia di riacquistare l’identità perduta”.

Cast Artistico:
Gabriele Profazio (attore: “il Narratore”)
Mario Lo Cascio – musicista
Alessandro Calcaramo – musicista
Marinella Rodà – cantante (attrice nel ruolo della “Brigantessa”)
Lorenzo Praticò – (attore: “il Narratore”); Regia
Michele Carilli – Regia
Masella Cotroneo – assistente alla regia-
Carmelo Lo Presto – tecnico audio luci
Foto: Manuela Faccì

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